Tasse e tecnologia

Quando parlano di nazione in crisi e di manacanza di fondi per fornire servizi essenziali ai cittadini, quando sentiamo parlare di tagli alla sanità pubblica, aumento dei pedaggi autostradali, aumento IVA e tanto altro ancora, dobbiamo chiederci: ma i nostri soldi che fine fanno? E con tutto il rispetto non sembra che le cose con "IL NUOVO" stiano cambiando. Posto un articolo di Giuditta Mosca che ha ormai cinque anni ma che ben riassume la situazione.

Piccole aziende distrutte da una legislazione di stato volutamente miope.



Le piccole aziende commerciali regolari, ovvero regolarmente iscritte, con regolare partita iva e regolari permessi di esercitare la professione sono esposte a ogni tipo di subdola e schifosa azione ricattatoria a cominciare proprio da chi queste aziende dovrebbe difendere in quanto patrimonio dello stato; le istituzioni guardano alla borsa, ai fatturati al grande mondo di gente finanziata a sbafo nascosta dietro strane sigle e facenti capo a intoccabili multinazionali che muovono il mondo spostando masse di gente secondo convenienza.  C'e' la necessità di tornare a regolamentare il commercio attraverso regole chiare e trasparenti partendo dalla fonte di ogni commercio regolare ovvero "la produzione di beni". Da li' deve nascere una nuova cultura di mercato in grado di garantire imparzialità di condizioni non in base ai voleri della grande finanza ma alle esigenze dell'individuo messo al centro dell'universo.